GRUPPO SANGUIGNO 0? POSSONO OCCORRERE INFUSIONI PIÙ FREQUENTI

Sia nelle persone sane che negli emofilici, la durata del fattore VIII nel sangue è limitata, poiché l’organismo tende ad eliminarlo dopo un certo numero di ore dalla sua produzione. Normalmente, mentre il fattore VIII viene eliminato, l’organismo provvede immediatamente a produrne di nuovo per rimpiazzarlo, così da non rimanerne mai sprovvisto. Nei soggetti emofilici, però, questa nuova produzione di fattore VIII non si verifica affatto o avviene in maniera insufficiente, per cui è necessario eseguire una nuova infusione che consenta di mantenere costanti i livelli di fattore nel sangue.

Il tempo impiegato dall’organismo per eliminare il fattore VIII circolante cambia da persona a persona, con differenze che vanno da circa 2 ore fino a 30, e può essere misurato mediante uno specifico parametro: l’emivita, cioè il tempo necessario per eliminare il 50% del fattore VIII presente nel sangue. Negli emofilici, l’emivita rappresenta un parametro di grande importanza, poiché indica la durata dell’efficacia di un’infusione, e si rivela particolarmente utile nell’ambito della personalizzazione della profilassi. In caso di emivita breve, infatti, è necessario eseguire infusioni frequenti, mentre con un’emivita maggiore si possono pianificare infusioni più distanziate nel tempo, poiché il fattore VIII tende a rimanere attivo nel sangue più a lungo.

Ad oggi, non è ancora chiaro come mai alcuni individui tendano ad eliminare il fattore VIII più velocemente di altri, ma alcune ricerche scientifiche hanno dimostrato che l’emivita può essere influenzata dal gruppo sanguigno. In particolare, il fattore VIII tende ad avere un’emivita notevolmente inferiore negli emofilici con gruppo sanguigno 0 rispetto ai soggetti con gruppo sanguigno A, B o AB. Questo fenomeno potrebbe essere dovuto al fatto che le persone con gruppo sanguigno 0 mostrano livelli di vWF (Fattore di Willebrand) significativamente più bassi rispetto a chi appartiene a un gruppo sanguigno diverso. Il vWF è una molecola che lega normalmente il fattore VIII e che svolge molteplici funzioni, inclusa quella di proteggere il fattore dai meccanismi di degradazione, allungandone l’emivita. La consapevolezza che alcuni emofilici siano predisposti a una minore durata dell’efficacia delle infusioni aiuta a prevenire l’insorgenza di complicanze, soprattutto in circostanze che richiedono particolari accorgimenti, come nel caso di un eventuale intervento chirurgico.

 

Fonti:

  • Vlot A.J. et al, The half-life of infused factor VIII is shorter in hemophiliac patients with blood group O than in those with blood group A. Thromb Haemost. 2000; 83(1):65–69
  • Jenkins P.V. et al, ABO blood group determines plasma von Willebrand factor levels: a biologic function after all?. 2006; 46(10):1836–1844
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