EMOFILIA E CORONA VIRUS: LE RACCOMANDAZIONI DELLA WORLD FEDERATION OF HAEMOPHILIA

Come affrontare la pandemia da coronavirus se si soffre di emofilia?

Ecco una serie di raccomandazioni dalla Federazione Mondiale dell’Emofilia (WFH).

  • Per le persone affette da emofilia e attualmente in trattamento con fattore VIII, o altre terapie di sostituzione, non c’è nessun motivo per modificare il regime di trattamento raccomandato a causa dell’attuale pandemia da COVID-19, né di temere in questa fase una carenza di forniture di trattamento. Se il trattamento è effettuato presso la propria abitazione, è consigliato di non ordinare più di quanto ragionevolmente necessario per la terapia sostitutiva. Tuttavia, è consigliato dalle linee guida della WFH di tenere alcune dosi extra di scorta per uso domestico.
    Inoltre, per quanto riguarda i pazienti trattati con fattore VIII o altri fattori della coagulazione derivati dal plasma, la Federazione assicura che le procedure di inattivazione ed eliminazione virale impiegate sono sufficienti per distruggere i virus come SARS-CoV-2. Si sconsiglia, pertanto, di cambiare trattamento.
    La donazione di sangue e plasma continua a essere un processo sicuro e la necessità di donazioni di plasma è sempre più grande.
  • Si consiglia di discutere le modalità di follow-up e monitoraggio con il proprio centro di riferimento e il proprio ematologo. Le visite di follow-up a distanza sono fortemente incoraggiate a meno che non sia necessario somministrare un prodotto sperimentale e sia indispensabile un monitoraggio faccia a faccia per prevenire particolari effetti collaterali.
  • Per quanto riguarda le misure specifiche per ridurre l’esposizione a SARS-CoV-2, tutte le misure adottate dalla popolazione generale dovrebbero essere applicate in modo ancor più attivo dalle persone affette da emofilia, soprattutto quelle con comorbidità (malattie cardiovascolari, ipertensione, obesità, diabete, HIV, vecchiaia) o che assumono steroidi o altri potenti farmaci immunosoppressori. A tal fine è importante evitare il contatto stretto con altre persone, compresi gli individui a basso rischio e i bambini. Per questo è consigliato anche ridurre al minimo le visite negli ospedali o negli uffici, se non necessarie. È importante ricordare che tutte le misure igieniche specifiche, come lavarsi regolarmente le mani con il sapone, non toccarsi il viso, coprire la bocca quando si starnutisce e mantenere una distanza di almeno 2 metri dalle altre persone sono fondamentali per prevenire la trasmissione di SARS-CoV-2.

La WFH ha inoltre emanato misure specifiche per i sanitari in caso di ricovero ospedaliero di pazienti con disturbi emorragici con infezione da COVID-19 e la terapia profilattica da seguire.

 

Fonte:

WFH – https://news.wfh.org/covid-19-coronavirus-disease-2019-pandemic-caused-by-sars-cov-2-practical-recommendations-for-hemophilia-patients/

 

 

 

 

Torna a news e approfondimenti

Wikiphilia

Approfondisci il significato delle parole che hai letto in questa pagina e scopri l’intero glossario sull’emofilia.

Condizione che si verifica quando l’attività del fattore VIII è compresa tra il 5% ed il 40%.

Condizione che si verifica quando l’attività del fattore VIII è compresa fra 1% e 5%.

Malattia ereditaria di origine genetica caratterizzata da una carenza del fattore VIII della coagulazione, che espone chi ne è affetto ad un elevato rischio di emorragie, sia interne che esterne. L’emofilia di tipo A si manifesta principalmente nei maschi, mentre le femmine possono sono perlopiù portatrici sane.

Alcune delle manifestazioni tipiche della malattia sono emartri (emorragie articolari) ed ematomi (emorragie muscolari).

Coinvolgimento attivo del paziente nella gestione del suo percorso sanitario.

Proteina appartenente alla categoria dei fattori della coagulazione, un gruppo di enzimi che prendono parte al processo di coagulazione del sangue.

È codificato da un gene localizzato sul braccio lungo del cromosoma X.

Il fattore VIII è noto anche come fattore antiemofilico (AMF).

Componente liquida del sangue dal colore giallo paglierino.

È composto per il 90% d’acqua, ed al suo interno sono disciolti sali minerali e numerose proteine di varia natura, incluso il fattore VIII.

Il plasma viene utilizzato come materia prima di partenza per la produzione dei farmaci plasmaderivati.

Sostanza estratta dal plasma, e sottoposta ad accurate procedure di filtrazione, purificazione, inattivazione virale e controllo, allo scopo di accertarne la purezza, nonché  l’assenza di eventuali contaminazioni.

Trattamento profilattico a base di fattore VIII sostitutivo iniziato dopo l’insorgenza del primo emartro, prima della comparsa di patologie articolari documentate, e comunque prima dei 3 anni di età.

Trattamento profilattico a base di fattore VIII sostitutivo iniziato dopo l’insorgenza di almeno due emartri, ma prima della comparsa di patologie articolari documentate.

Trattamento profilattico a base di fattore VIII sostitutivo iniziato in seguito alla comparsa di patologie articolari documentate.

Regime terapeutico generalmente destinato ai pazienti affetti da emofilia di tipo A grave.

Prevede la somministrazione costante e ad intervalli di tempo regolari del fattore VIII mancante, ed ha lo scopo di prevenire l’insorgenza delle emorragie.

Terapia per il trattamento dell’emofilia di tipo A, che consiste nella somministrazione per via endovenosa del fattore VIII mancante, così da ripristinare il corretto svolgimento del fenomeno della coagulazione del sangue e prevenire l’insorgenza di episodi emorragici.

La terapia di sostituzione può essere somministrata secondo due regimi terapeutici: al bisogno o come terapia di profilassi.